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Il Messaggero Veneto 28-05-2002

Illy: non è un test per le regionali

L'ex sindaco: però il voto di Gorizia conferma una tendenza

TRIESTE - Il voto amministrativo in Friuli Venezia Giulia non rappresenta una sorta di prova generale per le elezioni regionali del prossimo anno. Riccardo Illy è categorico nel negare ogni significato politico per il futuro al risultato delle consultazioni in Friuli Venezia Giulia. "Le elezioni amministrative rimangono elezioni amministrative - commenta -: se qualcuno vuole leggerci un dato che anticipa le elezioni regionali, o altro, è libero di farlo, ma personalmente credo che non ci sia nulla da leggere. Le elezioni regionali sono una cosa diversa, con tutto quello che ne consegue." Riguardo la sfida più attesa nella regione, le elezioni di Gorizia, il deputato triestino rileva come i risultati, con il testa a testa fra Pettarin e Brancati, e con Scarano a fare l'ago della bilancia, abbiano rispettato completamente le attese della campagna elettorale.

"Il risultato di Gorizia non è una novità - dice -. Anche alle politiche la città ha eletto Alessandro Maran alla Camera, e ha quasi mandato al senato Milos Budin, anzi, forse con un conteggio giusto dei voti lo avrebbe eletto direttamente. Si tratta di un esito prevedibile. Naturalmente ora ci saranno degli spostamenti con la posizione terzopolista di Scarano a fare da ago della bilancia, come peraltro già successo a Pordenone". Pur con le dovute cautele, visto che si tratta di un voto amministrativo e quindi soggetto a molte distorsioni rispetto a dei risultati nazionali, dalle urne è emersa anche una buona performance della Margherita, il nuovo partito nelle cui liste, sia pur da indipendente, è stato eletto lo stesso Riccardo Illy, e che aveva già ottenuto un risultato rilevante alle scorse politiche, in regione e non solo.

Dati che paiono essere confermati dal test amministrativo: "è la conferma che la Margherita ha lavorato bene e che il progetto è buono - dice Illy - , anche se spero che continuino a lavorare bene anche in futuro, soprattutto sull'Ulivo. In queste elezioni spesso l'Ulivo era diviso o addirittura non c'era per nulla." Illy non si sottrae ad una domanda sul tema del momento nel centro sinistra, vale a dire le possibili convergenze con Rifondazione Comunista: in molti casi la mancata o raggiunta alleanza fra Ulivo e Rifondazione è stata decisiva. "Spero che Rifondazione inizi a pensare seriamente alle alleanze, ma sul serio, accettando i programmi del centro sinistra - commenta Riccardo Illy -. Si deve rendere conto che, quando non accetta di coalizzarsi con l'Ulivo, diventa responsabile della vittoria degli altri."

Illy ricorda quanto recentemente avvenuto in Francia, con il ballottaggio fra Chirac e Le Pen: "non credo che ci sia bisogno di ulteriori moniti" aggiunge, ricordando che, con le dovute proporzioni, anche il caso del comune di Duino Aurisina, unico centro interessato alle elezioni in provincia di Trieste, è un esempio di questa situazione. A Duino Aurisina infatti ha vinto il candidato della Casa delle Libertà, Giorgio Ret, con il centro sinistra presentatosi diviso da Rifondazione Comunista. "Devono comprendere - conclude .- che essere divisi non significa far perdere l'Ulivo, ma far vincere gli altri".

Alessandro Martegani