Home | Documenti | Foto | Risultati elettorali | Link | Novità | Rassegna stampa | Comunicati stampa


RADICALI ITALIANI PARTITO RADICALE RADIO RADICALE NESSUNO TOCCHI CAINO Coordinamento Radicale Antiproibizionista NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA POLITICAL RESOURCES ASSOCIAZIONE RADICALE ESPERANTO

Il Piccolo 30-05-2002

Anche dopo la composizione definitiva del comitato continuano ritardi e slittamenti: ancora lontana la sua piena entrata in funzione

Sloveni, il «paritetico» rimane al palo

Dietro all'impasse la necessità politica di non interferire con le elezioni amministrative

Pavsic (Skgz): «Qualcuno ha sperato che saremmo stati noi a bloccare tutto con l'annunciato ricorso al Tar, ma non succederà. Chiederò lumi a La Loggia»

TRIESTE - Sembrava tutto fatto. Nomi, cognomi, funzioni, pur in mezzo alle inevitabili critiche e polemiche che ogni organismo frutto di nomine politiche riesce a innescare. Solo che dal 3 maggio scorso, del comitato paritetico per la minoranza slovena non si è più parlato. In quella data, coincisa con le ultime quattro nomine di pertinenza governativa (per la cronaca Maurizio Lenarduzzi, Maria Cristina Pedicchio, Marcello Perna e Rado Race) e con l'effettiva entrata in vigore del regolamento costitutivo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 18 aprile, erano stati auspicati tempi brevi e negate «pastoie» governative. Nei fatti, si è comunque trattato di una delle più sofferte composizioni da sempre. E la storia continua.

A dispetto dei buoni propositi manifestati dai ministri Enrico La Loggia (Affari regionali) e Carlo Giovanardi (Rapporti con il Parlamento) da allora non è stato mosso un passo. «Abbiamo chiesto lumi a Roma - racconta Rudi Pavsic, uno dei componenti del comitato in quota Skgz - ma in un primo momento era stata sollevata l'inopportunità di varare l'iniziativa nel bel mezzo della bagarre delle «amministrative» e in seguito il discorso è stato rinviato a dopo il ballottaggio, e cioè quantomeno dopo il 9 giugno. Proprio domani (oggi ndr) siamo intenzionati a chiedere lumi direttamente al ministro La Loggia, per vedere cosa ci risponde».

Un avvio più che al rallentatore, insomma, se si calcola che la legge di tutela della minoranza slovena, della quale il comitato paritetico è la più diretta emanazione, risale ormai al febbraio del 2001. E che, all'articolo 3, parlava di una sua istituzione «entro sei mesi (! ndr)» dalla data di entrata in vigore della stessa legge 38.

Comunque vada, la prima riunione è destinata fatalmente a coincidere con la prima polemica. Annunciata da tempo. Una delle associazioni slovene, l'Skgz, contesta il fatto che a una sua candidata, Jole Namor, sia stato preferito Alex Pintar, rappresentante dell'Sgps. E lo fa sulla base dei numeri, visto che il testo di legge parla di componenti scelti tra le associazioni «più rappresentative». «E' cosa nota - chiosa Pavsic - la nostra intenzione di ricorrere al Tar sulla vicenda. Qualcuno, però, si sarà magari illuso di poter vedere questa mossa prima che il comitato sia insediato, forse per attribuirci in seguito le colpe del suo malfunzionamento... Non succederà». In attesa che l'eterogeneo organismo si riunisca, arriva anche una rassicurazione. «Abbiamo letto meglio il testo della «38» " racconta Pavsic - e sembra proprio che i diciotto mesi entro i quali il comitato dovrà estrinsecare la sua azione decorrano dal momento della sua formazione, e non da quello in cui è stata varata la legge».

Furio Baldassi