Home | Documenti | Foto | Risultati elettorali | Link | Novità | Rassegna stampa | Comunicati stampa


RADICALI ITALIANI PARTITO RADICALE RADIO RADICALE NESSUNO TOCCHI CAINO Coordinamento Radicale Antiproibizionista NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA POLITICAL RESOURCES ASSOCIAZIONE RADICALE ESPERANTO

Il Piccolo 07-06-2002

Gli ambientalisti: «Assurda la gestione straordinaria nei casi della Cartiera Burgo, dei dragaggi e del Tagliamento»

Wwf contro la proliferazione dei commissari

UDINE - «Friuli terra di commissari». Tira le somme il Wwf del Friuli Venezia Giulia, anche alla luce delle proposte avanzate dall'onorevole Riccardo Illy per risolvere i problemi del Tagliamento. E annuncia: «Non riconosciamo la figura del commissario nella gestione ordinaria: è una politica che contrasteremo con tutte le nostre forze». Dissenso ad alzo zero. «La Regione - incalza l'associazione - ha preso una pericolosa china "appoggiandosi" al commissario straordinario per risolvere i problemi di natura ambientale, come le recenti nomine per i casi "Burgo" e "dragaggi"». Il Wwf contesta il ricorso «disinvolto» di questa figura, «applicata a situazioni gravi, ma non improvvise e imprevedibili e soprattutto risolvibili per via ordinaria.

L'agire in deroga alle norme, presta il fianco alla legittimazione di situazioni di illegalità, se è vero che uno dei primi atti è stato e probabilmente sarà il dissequestro di impianti non autorizzati». Quindi il «caso Tagliamento»: «La paventata nomina del commissario è ingiustificabile per il fine dichiarato della messa in sicurezza del fiume.

Come emerso dalle giornate di studio a San Daniele e come dichiarato da studiosi stranieri e dal Centro italiano di riqualificazione fluviale, il Tagliamento è un corso complesso e articolato: un approccio di pura ingegneria idraulica, qual è il progetto delle casse, rischia di essere ancor più dannoso del pericolo che si vorrebbe evitare». Per l'associazione, «qualsiasi intervento va pensato considerando il fiume nel suo insieme e nella molteplicità di elementi che presenta. Il commissario, anche in questo caso, grazie alle deroghe concesse dal suo ruolo, non può essere considerato una via percorribile. Operare in questo modo contrasta con l'interesse e il bene pubblico».