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Il Messaggero Veneto 27-05-2002

I primi mille già assegnati alle Province, i nuovi saranno ripartiti secondo le necessità rimaste scoperte

Lavoratori stagionali, saranno 1.200

L'assessore Venier Romano: abbiamo ottenuto un aumento della quota del 20%

di PAOLO DECLEVA

UDINE - «La quota di lavoratori stagionali assegnata al Friuli-Venezia Giulia, che era pari a mille persone, dopo nostre recenti insistenze in tale senso presso il ministro Maroni, è stata aumentata del venti per cento». Lo annuncia l'assessore regionale al lavoro Giorgio Venier Romano, che continua «in questo modo riteniamo che le esigenze del mondo turistico-alberghiero e di quello agricolo potranno finalmente trovare una risposta adeguata alle necessità».

«Ora - continua Venier Romano - dovremo ripartire questi duecento muovi lavoratori tra le Province. Finora lo abbiamo fatto in base ai dati storici, ora probabilmente lo faremo vagliando le necessità che restano da soddisfare dopo la prima ripartizione». «Considerando che dopo un colloquio con il pubblico ministero abbiamo ottenuto recentemente il dissequestro dei documenti relativi ai lavoratori stagionali della sede dell'Agenzia del lavoro di Udine - aggiunge l'assessore - ed abbiamo quindi potuto riavviare le procedure di rilascio delle quote, la situazione dovrebbe risolversi positivamente anche per questa provincia in tempo per un buon avvio della stagione turistica».

Si chiude così una vicenda che rischiava di creare gravi complicazioni ai comparti turistico e agricolo del Friuli-Venezia Giulia. L'assessorato aveva aperto la raccolta delle domande di lavoratori stagionali già il 2 gennaio, ma il 6 gennaio il governo aveva detto di bloccare tutto e di attendere l'approvazione della legge Fini-Bossi sull'immigrazione. Se così si fosse fatto, dal momento che la legge è ancora in discussione, si sarebbe rischiato di perdere tali lavoratori per tutto il 2002. Le Regioni hanno invece insistito ed hanno ottenuto la fissazione delle quote almeno per gli stagionali.

«In un prima fase - ricorda l'assessore - avrebbero però potuto arrivare in regione soltanto lavoratori di Paesi in via di adesione all'Europa o con i quali l'Italia aveva in atto appositi accordi bilaterali. Questo escludeva i croati, che per noi sono importantissimi. Così siamo tornati alla carica con il ministro Maroni, ottenendo che potessero arrivare da noi anche lavoratori stagionali di altri Paesi, purchè avessero già lavorato in Italia in passato».

«Un altro risultato positivo - conclude Venier Romano - lo abbiamo ottenuto anche modificando il calcolo delle quote. In passato se lo stesso lavoratore stagionale arrivava, per esempio, d'estate per la stagione turistica e tornava d'autunno per la vendemmia venivano conteggiate due quote. Ora lo stesso lavoratore potrà tornare più volte "occupando" una sola quota». L'aumento della quota dei lavoratori stagionali risolverà, come si è detto, il problema di mancanza di personale che affligge albergatori e ristoratori, in particolare a Lignano e a Grado: da anni infatti gran parte degli inservienti, dei camerieri e di altre figure professionali da impiegare in tale settore è costituita da persone provenienti dall'estero e in particolare dalla Slovenia e della Croazia. E sono stati proprio i rappresentanti del comparto turistico a sollecitare e a sostenere gli interventi di Venier Romano presso il ministro Maroni.