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Il Piccolo 03-06-2002

A sei giorni dal ballottaggio, il capoluogo isontino si ritrova nel pieno di un'aspra campagna elettorale. Brancati e Pettarin divisi da una manciata di voti

Comunali a Gorizia, duello nel segno della Dc

Il Centrodestra si è accaparrato l'appoggio dell'ex sindaco Scarano, dietro il quale spuntano Longo, Rebulla, Biasutti

GORIZIA - Tra poco più di un anno il confine con la Slovenia sarà materia da libri di storia, e pezzi della rete della Transalpina - il simbolo della divisione tra Gorizia e Nova Gorica - saranno probabilmente venduti come souvenir. Ma questo sarà tra più di un anno. Adesso invece la storia è diversa. Ed è la solita storia: da una parte il Centrosinistra «filosloveno e comunista»; dall'altra il Centrodestra «fascista e nazionalista». A sei giorni dal ballottaggio (domenica e lunedì) per eleggere il nuovo sindaco di Gorizia, eccoli ricomparire questi temi da guerra fredda. I due schieramenti hanno raschiato il barile degli slogan in campagna elettorale e, visto che per cogliere le differenze sostanziali dei programmi ci vuole il microscopio, ben vengano le stoccate per movimentare la scena. Poi, a scrutinio concluso, qualsiasi sia il vincitore, tutto tornerà nel tranquillo trantran isontino.

SFIDA A DUE. Tocca a due stimati signori l'ingrato compito della sfida elettorale. Sono Vittorio Brancati, sostenuto dal Centrosinistra, e Guido Germano Pettarin, candidato del Centrodestra. Il loro compito è ingrato perché entrambi sono persone moderate, e non solo nella indole. Sono così moderati, così prudenti, così «democristiani» che c'è voluto un democristiano vero, e d'annata, per scatenare la «rissa» politica a Gorizia. Che, attenzione, non è affare che riguardi solo il futuro del capoluogo isontino. Infatti, la prepotente (nei numeri: 16,9 personale, 18,1 di lista) ricomparsa dell'ex sindaco andreottiano Antonio Scarano (che governò dal 1980 al 1991) è un segnale preciso per la politica regionale: «Signore e signori, è tornata la Balena bianca».

RIECCO GLI EX DC. Perché non è un segreto che a ispirare Scarano prima, e a partecipare attivamente alle trattive poi, ci sono i «vecchi» notabili democristiani. Reperti di cristallina intelligenza della prima Repubblica, maestri nel fare e disfare alleanze e incunearsi laddove lo stile aziendalista dei politici di oggi lascia pericolose crepe. Dietro a Scarano, anzi, a fianco di Scarano ci sono personaggi del calibro di Bruno Longo, Luciano Rebulla per arrivare ad Adriano Biasutti, nel ruolo di «ispiratore». Non a caso il colonnello più fedele e intelligente di Scarano è Erminio Tuzzi, altro ex sindaco democristiano di Gorizia. Un «politico di razza», conscio che la bontà degli accordi politici si misura soltanto su quanto si ottiene per la propria causa.

POLTRONE? MA NO... È in questo contesto che la lista civica «Per Gorizia Scarano sindaco» si è apparentata con il Centrodestra. Il Centrosinistra, gabbato e furioso, grida allo scandalo e accusa l'ex sindaco di aver pensato solo alle poltrone. Ma lo stesso Tuzzi replica serafico: «Poltrone? Se avessimo pensato solo a quelle ci saremmo accordati con il Centrosinistra. Ci hanno fatto proposte lunari...». Gli uomini di Scarano hanno scelto il «male» minore, proprio come si faceva nella prima Repubblica. È vero che si sono alleati con un Centrodestra che fino all'altro ieri hanno aspramente criticato per la cattiva - secondo loro - amministrazione del sindaco polista uscente Valenti; ma è altrettanto vero che non sarebbe stato ammissibile un'alleanza con il Centrosinistra goriziano se la prospettiva è quella di creare un vero e proprio partito. La lista Scarano, infatti, diventerà un soggetto politico intanto a livello provinciale. Sarà presente nelle prossime elezioni amministrative nei Comuni della provincia, Monfalconese compreso, ma l'obiettivo principale sarà ottenere seggi nel prossimo Consiglio regionale, nel 2003.

POTERE DEL VOTO. L'alleanza con Brancati era nei fatti fino alla vigilia del primo turno, ma il marcato successo degli esponenti dell'Unione slovena nella lista della Margherita e i numeri forti di Rifondazione comunsita hanno messo in guardia i democristiani di Scarano. «Non voglio noie nel mio locale» recitava anni fa un fortunato slogan pubblicitario, che la lista civica ha mutuato alla grande. Governare con sloveni e comunisti avrebbe significato sostenere una fatica immensa per calibrare programmi, e il rischio di continui scontri ideologici, eventualità questa che avrebbe nuociuto allo stile che la lista vuole darsi per accapparare consensi nell'immenso bacino dei moderati che popolano non solo l'elettorato goriziano.

CDL DEBOLE. Per queste ragioni ha una logica ferrea l'apparentamento con il Centrodestra, indebolito dalle urne e disposto a tutto pur di non perdere Gorizia. Con otto consiglieri comunali e due assessori, la lista Scarano sarà in grado di condizionare e caratterizzare la prossima giunta comunale goriziana, e dunque costruirsi quella visibilità necessaria per compiere le scalate pianificate. E, casomai ci fossero problemi, c'è già un colpevole: la Casa delle libertà.

Roberto Covaz