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Il Piccolo 26-05-2002

Il radicale annuncia nuovi referendum

Capezzone: «Un mostro la legge elettorale, i partiti vanno ridotti»

UDINE - Due o tre partiti: chi vince governa, chi perde va all'opposizione. I radicali del Friuli Venezia Giulia raccolgono le firme per il referendum sulla legge elettorale regionale, ma lavorano anche per l'alternativa e con un'ulteriore raccolta (6 mesi di tempo per raggiungere le 15 mila firme) rilanciano la proposta «americana», patrimonio da sempre dei leader storici del partito, Marco Pannella ed Emma Bonino. «Iniziamo a presentarla - ha detto ieri a Udine il segretario nazionale dei Radicali Italiani, Daniele Capezzone - in una regione che sente da decenni parlare di autonomia, ma il cui statuto speciale non è per niente più avanzato rispetto a quello ordinario. I margini in più di autonomia non servono finché un presidente non ha davvero l'investitura della gente».

«La proposta di legge di iniziativa popolare, elaborata dal costituzionalista Emilio Colombo, dice "no" ai 44 partiti italiani e ai loro finanziamenti pubblici - ha proseguito Capezzone -. Ma noi ci opponiamo anche a quanto sta accadendo in Friuli Venezia Giulia, dove ci si è inventati il "semigovernatore indicato con doppia preferenza", cioè una specie di semipresidenzialismo in cui chi viene indicato, e non eletto, dai cittadini, deve pure guadagnarsi le preferenze sul "listino", salvo poi essere effettivamente eletto dal Consiglio. Si tratta di un "mostro" legislativo. Roba che il Tatarellum diventa la frontiera avanzata della rivoluzione liberale...».

m.b.