Home | Documenti | Foto | Risultati elettorali | Link | Rassegna stampa | Comunicati stampa


RADICALI ITALIANI PARTITO RADICALE RADIO RADICALE NESSUNO TOCCHI CAINO Lega Internazionale Antiproibizionista NON C'E' PACE SENZA GIUSTIZIA POLITICAL RESOURCES ASSOCIAZIONE RADICALE ESPERANTO

Roma - Intervento alla "CONVENTION RADICALE" - 26-03-2004

Il movimento dei Finanzieri Democratici

Sono un ex ufficiale della Guardia di Finanza ed oggi ho il piacere di intervenire in questa convention radicale a nome del Movimento dei Finanzieri Democratici, Associazione che si batte da anni per la smilitarizzazione del Corpo. Innanzitutto porgo il mio saluto e ringraziamento al segretario dei Radicali Italiani Daniele Capezzone, al leader storico Marco Pannella ed all'eurodeputato Marco Cappato per avere accettato la tessera di iscrizione alla nostra Associazione, per l'impegno profuso nella lotta di rinnovamento delle nostre istituzioni, per la sensibilità dimostrata al problema della smilitarizzazione delle Fiamme Gialle.

E' noto che la Guardia di Finanza è un corpo di polizia fiscale militare, e per questo si caratterizza come una anomalia italiana nel quadro delle polizie europee. La classe politica dominante, che ha ereditato le istituzioni monarchico-fasciste e fra queste i corpi di polizia militari, è stata sempre molto restia ai mutamenti. Ricordiamo le lotte affrontate nel passato per la smilitarizzazione del Corpo della Pubblica Sicurezza, oggi Polizia di Stato: ebbene, con il pretesto che la mancanza di un ordinamento militare avrebbe avuto gravi conseguenze nella gestione democratica della sicurezza dei cittadini, tali lotte sono state pesantemente osteggiate. La storia di questi anni ha dimostrato l'infondatezza di quella teoria e, al contrario, abbiamo oggi un corpo di polizia civile che assolve i suoi compiti con la responsabilità richiesta ad uno stato democratico.

Il processo di democratizzazione che ha caratterizzato la fine degli anni Settanta si è arrestato proprio di fronte allo scoglio della smilitarizzazione della Guardia di Finanza, nonostante, è bene ricordare, il Partito Radicale abbia promosso più di una volta dei referendum tendenti a dare alle Fiamme Gialle una struttura civile, al fine di armonizzarla nel quadro democratico delle polizie europee. Si è sostenuto, da più parti politiche, che la struttura militare è sinonimo di efficienza e di garanzia contro forme di corruzione dilagante. La realtà quotidiana ci dà un quadro completamente diverso e proprio i recenti scandali finanziari fanno emergere, in tutta la loro gravità preoccupante, le carenze di un corpo di polizia fiscale militare. "Prevenire ­ ricercare - denunciare" queste sono le parole dettate nella legge organica della Guardia di Finanza, un corpo di polizia economica e finanziaria che la legge pone a tutela dell'Erario del Tesoro e delle Finanze, anche quelle private dei cittadini.

Lo Stato spende per questa istituzione miliardi di euro ma è un costo che grava su tutti noi contribuenti, che non possiamo più permetterci di tollerare anche alla luce dei recenti crack finanziari, che si sono imposti all'attenzione dell'opinione pubblica italiana e non. Mi riferisco, in modo particolare, agli scandali finanziari della Cirio, della Parmalat, della Giacomelli per non parlare della situazione disastrosa dei bilanci delle società di calcio. Non possiamo ignorare che nel nostro paese la percentuale di evasione fiscale ha record non invidiabili in campo europeo, nonostante ci sia la presenza di un corpo di polizia fiscale dotato di quasi 70.000 uomini in armi. Il che la dice lunga sulla necessità di mantenere una apparato finanziario militare, su quella militarità sbandierata, ad ogni più sospinto, dalle gerarchie. In tutti questi avvenimenti, che hanno colpito le tasche degli italiani, le Fiamme Gialle non hanno esercitato a fino in fondo il loro compito primario della prevenzione prima e della repressione poi, nei fatti dunque non si sono dimostrate all'altezza dei loro compiti. Lo provano le centinaia di verbali, redatti dal Corpo, poi annullati nelle commissioni tributarie a fronte dei bollettini, propagandanti vittorie di presunti risultati di servizio, che annualmente il Corpo si ostina a pubblicare; esso infine trova sempre un ministro di turno pronto a recitarli nelle ricorrenze ufficiali .

Gli attuali scandali finanziari, che si sono tragicamente imposti su tutto il territorio nazionale, non sono che gli ultimi di una lunga catena che il Corpo non è riuscito ad evitare o a prevenire. Non intendo affondare il dito nella piaga ricordando come in tempi non poi tanto lontani questa istituzione militare è stata coinvolta nello scandalo del petrolio prima, che vide il coinvolgimento della Massoneria, in modo particolare della loggia segreta P2; e di Tangentopoli poi, nel quale furono coinvolte alcune delle massime gerarchie lombarde della Guardia di Finanza. Alla luce di quanto sopra noi, Finanzieri Democratici, sollecitiamo le forze politiche a farsi carico della necessità di dare un assetto civile ad una istituzione militare anacronistica; ad avviare una vera indagine parlamentare sulla gestione del Corpo, che non dà segni di brillante attività preventiva e di ricerca. Eppure agisce, al suo interno, il così detto Servizio "I", cioè il Servizio Informazione", che dovrebbe operare con caratteristiche di intelligence al fine di fornire elementi di approfondimento di indagine ai reparti operativi per prevenire fenomeni di rilevanza penale che danneggiano l'economia nel suo complesso e le entrate dello Stato.

Possiamo solo affermare, con certezza, che questo Servizio spesso e volentieri è stato distratto da attività di ricerca di elementi e di prove a carico di quanti si battono per la smilitarizzazione del Corpo e non mi meraviglierei se alcuni suoi componenti fossero presenti in questa sala a prendere nota di quanto ieri, oggi e domani abbiamo affermato, affermiamo e affermeremo per una modernizzazione civile del Corpo; questi signori raccoglieranno tutte le nostre dichiarazioni per poi trasmetterle a qualche procura militare. Noi Finanzieri Democratici siamo fieri di essere le sentinelle a difesa della democrazia perché non possiamo dimenticare che questo Corpo, fino al 1997, schedava il personale che andava in congedo dando ad ognuno la patente di buon italiano a seconda dell'appartenenza politica o delle idee che coltivava. La nostra presenza e la nostra sensibilità democratica ha permesso di portare alla luce questo ennesimo scandalo interno ed ha costretto le gerarchie ad emanare una circolare che cancellasse un retaggio antidemocratico del passato.

Il paese ha bisogno di forze di polizia efficienti e democratiche proprio in momenti come questi, caratterizzati da turbolenza interna ed internazionale, e siamo preoccupati ogni qualvolta si parla di coordinamento fra le forze di polizia in un paese come il nostro, dalle molteplici polizie e con corpi di polizia militari. L'elemento economico, nella globalizzazione, è diventato fondamentale nei settori legali ed illegali, nella lotta al terrorismo, alle mafie, al riciclaggio, all'evasione fiscale pertanto occorre più che mai un corpo di polizia specializzato, efficiente, motivato, strutturato civilmente al suo interno in modo da permettere una gestione democratica delle finalità. I verticismi, le strutture militari possono al limite andare bene sui campi di battaglia ma le lotte alle forme di inciviltà democratiche lasciamole fare ai corpi di polizia smilitarizzati .

Carmine Buffone

Caporedattore del periodico "IL MOVIMENTO" (Cronache Toscana)

del Movimento dei Finanzieri Democratici



Home | Documenti | Foto | Risultati elettorali | Link | Rassegna stampa | Comunicati stampa