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Comunicato 06-01-2002

CAPPATO (EUROPARLAMENTARE DELLA LISTA BONINO): DIFFICILI LE CONDIZIONI DEI DETENUTI NEL  CARCERE DI UDINE

Il parlamentare europeo della Lista Bonino Marco Cappato, accompaganto dall'esponente dei radicali in Friuli Venezia Giulia, Gianfranco  Leonarduzzi, ha visitato ieri  le carceri di Trieste e Udine al fine di raccogliere le firme dei detenuti sulle 25 proposte di legge di iniziativa popolare che formano il ''programma di Governo liberale, liberista e libertario'' dei Radicali italiani.'A Udine - ha spiegato Cappato in una conferenza stampa - abbiamo trovato una situazione leggermente migliore di quella di altre carceri italiane, anche se problemi ve ne sono. I detenuti sono 194 a fronte di una capienza prevista di 150. Gli agenti sono circa un centinaio, numero al di sotto di quanto previsto dal regolamento carcerario. Inoltre, il 30% dei detenuti sono tossicodipendenti e in carcere la droga circola liberamente, a dimostrazione che il proibizionismo non serve a vincere una guerra impossibile".

Cappato ha anche indicato nelle politiche proibizioniste (''come quelle - ha affermato - delle leggi sul lavoro, sulla droga e sulla prostituzione'') un ''fantastico invito alla criminalita'''. Per quanto riguarda la raccolta delle firme in carcere, l' esponente radicale ha sottolineato le difficolta' tecniche legate alla mancanza di autenticatori. ''Per questo - ha aggiunto - proponiamo la realizzazione di una sorta di albo regionale degli autenticatori, formato da consiglieri comunali o altri amministratori autorizzati a farlo che, al di la' delle loro posizioni su questo o quel tema, si mettano a disposizione per fornire questo essenziale servizio pubblico''.  Gianfranco Leonarduzzi ha parlato della buona riuscita della raccolta firme: ''Nella casa circondariale della citta' friulana - ha detto - abbiamo raccolto 60 firme tra i 194 detenuti, di cui 70 stranieri, molti dei quali non in possesso dei diritti politici: in sostanza, si puo' dire che, tra gli aventi diritto, oltre la meta' hanno firmato le nostre proposte di leggeautenticate dal consigliere provinciale Fausto Deganutti.

Al di là del merito delle proposte- ha aggiunto  Leonarduzzi- i Radicali sottolineano come questa iniziativa consenta ai più deboli, ai più dimenticati, a coloro che soffrono più di altri un sistema giudiziario farraginoso, di avere gli stessi diritti di partecipazione alla vita democratica del paese, che renda la detenzione meno impermeabile ai valori della società civile e alle istanze che giungono dall'esterno del carcere''. Infine Leonarduzzi si è soffermato sulla struttura fatiscente del carcere: "Risale al 1925 e dimostra tutta la sua inadeguatezza, in particolare la sezione femminile unica in tutta la regione, che costringe le detenute a condizioni di vita particolarmente drammatiche, sovravvollamento nelle celle, mancanza di riscaldamento, mura ammuffite, mancanza dell'applicazione delle recenti norme sulla sicurezza degli edifici."

Gianfranco Leonarduzzi